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Cari Amici,

oggi voglio condurvi in una cittadina meravigliosa, definita da sempre la Perla del Tirreno, Tropea. Quest’anno, la sua bellezza e la sua storia, le hanno permesso di vincere il titolo di Borgo dei Borghi 2021 alla trasmissione televisiva “Alle Falde del Kilimangiaro”.

Il Santuario di Santa Maria dell’Isola a Tropea

Tropea ha un incantevole centro storico arroccato su di una rupe di arenaria a strapiombo sul mare. La bellezza del borgo, insieme a quella delle acque del mare, fanno oggi di Tropea una delle mete turistiche più note di tutta la Calabria. 

 L’etimologia del nome e l’origine di Tropea

L’origine di Tropea è avvolta nel mito. Si crede che l’odierno centro cittadino corrisponda all’antico Portus Erculis ricordato dalle fonti latine, Strabone e Plinio.

Ercole si sarebbe riposato a Tropea dopo la sua lotta contro i giganti che occupavano la Calabria e avrebbe dato alla città un nome che ricordava Giunone, sua nutrice. L’etimologia greca di nutrice è simile al nome Tropea, che si sarebbe poi modificato nei secoli.

Secondo alcuni storici, il nome della città potrebbe derivare dell’etimologia di tropaia (trofei) in punti ben in vista dal mare, in onore di Zeus Tropaìos (il cui culto è attestato nei pressi dell’antica città di Ipponion, l’attuale Vibo Valentia).

Tropea divenne nel tempo un importante presidio bizantino e successivamente Normanno, le cui tracce rimangono ancora oggi nella bellissima Chiesa Concattedrale.

Piazza Vittorio Veneto a Tropea

Scopriremo il centro storico di Tropea a piedi, passeggiando tra i vicoli, ammirando le botteghe specializzate nella vendita di prodotti locali come le famose cipolle rosse IGP e non solo. 

Vi suggerisco di lasciare l’auto in prossimità della stazione Ferroviaria e di farvi condurre dalla bellezza del posto.

Cipolle rosse di Tropea

Proseguendo la nostra camminata su Via Vittorio Emanuele, noteremo come i nuovi palazzi degli anni ’60 si siano integrati con quelli più antichi e nobiliari. 

Lungo la strada, incontreremo Piazza Vittorio Veneto, al cui centro campeggia un Monumento dedicato ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, donato nel 1926 dai Tropeani emigrati in Uruguay.

Da questo momento in poi, entreremo nel cuore più antico di Tropea, il centro storico, che originariamente doveva essere circondato da mura di fortificazione. In questo punto, si trovava una delle tre porte di ingresso alla città, quella principale la cosiddetta Porta Nuova, oggi sostituita da Via Vittorio Emanuele.

Piazza Ercole e il Sedile dei Nobili a Tropea

 

Alla fine di Via Vittorio Emanuele si raggiunge la Piazza principale del borgo, Piazza Ercole il cui nome ricorda le origini mitiche della città, quando fu fondata da Ercole.

Al centro di essa è stato collocato un busto di Pasquale Galluppi, importante filosofo, nato e vissuto a Tropea nel XVIII sec. Piazza Ercole è  circondata da palazzi importanti, uno fra tutti chiamato Sedile, costruito nel 1703 per ospitare il parlamento dei Nobili a Tropea.

L’edificio di forma rettangolare, si articola su due livelli, con un ampio salone coperto con volta a canne che conserva ancora gli affreschi originari. 

Nella parte superiore della facciata si ritrova lo stemma del Sedile, posto sopra la loggia. Lo stemma raffigura una Leone con la clava, simbolo di forza del mitico Ercole, affiancato da un altro leone e da un’idra, un mostro marino con sette teste, ricordando due delle 12 Fatiche affrontate da Ercole. 

In piazza è doveroso fermarsi a gustare un arancino con la dolcissima cipolla Rossa.


La Concattedrale della Vergine di Romania a Tropea

Continuando a camminare nel centro storico, i nostri occhi vengono rapiti dalle meravigliose ceramiche e dai “Nasocchi”, maschere utili contro il malocchio. 

Giunti in Chiesa Concattedrale, si rimane colpiti dalla particolarità della facciata addossata al Campanile e al portico di epoca Sveva. La Chiesa fu consacrata nel 1163 durante il regno dei Normanni e fu eretta su un sito, dove fu scoperto un cimitero bizantino. 

La Concattedrale all’esterno presenta elementi arabo-normanni, ma nel tempo, l’edificio è stato più volte rimaneggiato a causa dei terremoti.

La facciata esterna della Chiesa Concattedrale di Tropea

Grazie all’ultimo restauro, risalente al 1930, la Chiesa è stata riportata allo stile architettonico originario. 

Sul lato sinistro troviamo un altro portale, più piccolo del principale, preceduto da quattro gradini e, sopra di esso, una scultura in pietra che riproduce il dipinto della Vergine di Romania

Il retro della chiesa è senza dubbio il più particolare, caratterizzato da tre absidi coperte da tre cupole basse. Si tratta di un elemento che richiama l’architettura bizantina.

La storia e i miracoli della Vergine di Romania a Tropea

 

L’interno ha una tradizionale pianta a croce latina con tre navate divise da colonne ottagonali prive di base a sostegno di archi a tutto sesto. 

L’interno della Chiesa Concattedrale di Tropea

Sull’altare maggiore è custodita l’icona della Madonna di Romania, protettrice della città. Si tratta di un dipinto di scuola giottesca, eseguito su tavola di cedro nel XIII secolo.

La leggenda narra che al tempo delle lotte iconoclastiche, l’icona arrivò da una barca proveniente dall’Oriente, sospinta da una tempesta nel porto di Tropea. 

Questa icona si chiamava Madonna di Romania. La Romania, era un territorio compreso nell’Impero Romano D’Oriente e anche la Calabria, fu per cinque secoli, sotto il dominio dei Bizantini.

Il capitano dopo aver riparato i danni della sua imbarcazione, cercò di riprendere la navigazione, ma la nave rimase ferma. Nella stessa notte, il Vescovo della città sognò la Madonna che gli chiese di restare a Tropea e di diventarne la sua Protettrice. Il sogno si ripetette per diverse notti. 

Alla fine, il Vescovo chiese ad alti funzionari e cittadini, di vedere la Madonna. Non appena fu portata a terra, la nave riprese il suo viaggio.

Icona della Vergine di Romania, Protettrice di Tropea.

Successivamente un altro vescovo sognò la Vergine di Romania che l’avvertì di organizzare una processione in suo onore. Durante la processione, Il 27 marzo 1638, ci fu una forte scossa di terremoto e la Vergine di Romania, salvò l’intero popolo di Tropea.  Da questo incidente, i tropeani proclamarono la Vergine, protettrice.

Infine, anche durante la seconda guerra mondiale, la mancata esplosione di 2 grandi bombe, si ritenne un ulteriore protezione della Vergine di Romania nei confronti di Tropea. Oggi, questi ordigni disinnescati, sono conservati nella Cattedrale di Tropea a ricordo di quella tragedia evitata.

Le opere all’interno della Concattedrale di Tropea

 

Nella Chiesa sono conservate importanti opere d’arte come la Madonna del Popolo, statua in marmo di Frà Giovanni D’Agnolo da Montorsoli, seguace del Buonarroti, scolpita nel 1555, il monumento funerario marmoreo della famiglia Cazetta, opera del grande Antonello Gagini, definito il “Michelangelo della Sicilia”. 

Infine, degna di nota è la Cappella del Sacramento, sormontata da una cupola settecentesca con all’interno opere realizzate dal pittore tropeano Giuseppe Grimaldi, raffiguranti il martirio di Santa Domenica, Santa di Tropea.

Uscendo dalla Cattedrale, ci addentriamo all’interno dei vicoli per ammirare i maestosi portali, in particolare quello del meraviglioso Palazzo Bragò del 1721, presenta le famose maschere apotropaiche, figure bizzarre e grottesche che avevano la funzione di abbattere ed eliminare le influenze negative, il cosiddetto malocchio.

Facciata di Palazzo Braghò a Tropea

Il Santuario di Santa Maria dell’Isola a Tropea


Alla fine raggiungiamo Porta Vaticana o Piazza Cannone, dalla quale si può contemplare uno spettacolo unico al mondo, ovvero il meraviglioso Santuario di Santa Maria dell’Isola (Scopri di più), icona turistica non solo di Tropea, ma di tutta la Calabria, immerso in una mare dal colore verde smeraldo.

Percorrendo le scale scavate nella roccia, si raggiunge la splendida Chiesa di Santa Maria dell’Isola, eretta da eremiti in epoca bizantina, su uno isolotto originariamente separato dalla terraferma.

Io e il suo santuario di Santa Maria dell’Isola a Tropea

La Chiesa nell’XI secolo fu abitata da monaci benedettini e tuttora, appartiene alla diocesi di Montecassino. Da li si riesce ad apprezzare tutta la Costa degli Dei, la rupe su cui si erge Tropea e quando si è fortunati, si riescono ad ammirare le Isola Eolie con lo Stromboli fumante. 

Cosa aspetti? Prenota anche tu una visita guidata nel “Borgo dei borghi 2021″ e lasciati sorprendere dalla città di Ercole.

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Autore – Alessandra Scanga, storico dell’arte e Guida turistica in Calabria.

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