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Cari Amici,

oggi Andrea Vacchiano, ci porterà alla scoperta di uno dei fiumi più importanti del Parco Nazionale del Pollino, il fiume Lao. Questo famoso corso d’acqua ha in realtà due nomi: fiume Lao, come detto, in Calabria e fiume Mercure in Basilicata, dove ha la sua sorgente nel Comune di Viggianello (PZ).

Alla sorgente di questo fiume, vi è inoltre una centrale di imbottigliamento dell’acqua di una nota marca commerciale, che raccoglie e imbottiglia le limpide acque del Massiccio del Pollino che danno vita al Mercure/Lao.

 

La storia del Fiume Lao

Il fiume Lao, durante il suo percorso, riceve numerosi altri corsi d’acqua minori e non (basti pensare al fiume Argentino) e prima di arrivare a Laino Borgo, ha un ruolo importantissimo in tutte le aree agricole che attraversa, nell’entroterra del Parco. I suoi circa 50 Km di lunghezza, terminano nel Mar Tirreno, all’altezza di Scalea (CS), nei pressi di quella che era l’antica Laos, sub-colonia della più nota Sybaris achea della Pianura orientale della Calabria dell’Alto Ionio.

In questo suo percorso però, c’è un tratto particolare, che ha meritato una tutela maggiore rispetto all’intera asta fluviale: le Gole del Fiume Lao, Riserva Statale dal 1987 ancor prima dell’istituzione del Parco Nazionale del Pollino; questo perché possiede elevate peculiarità paesaggistiche, geologiche, botaniche e faunistiche. Questo luogo ha un valore naturalistico inestimabile, visitabile solo attraverso sport acquatici come il rafting ed il kayak, vista l’inaccessibilità delle gole attraverso normali itinerari. Tuttavia, proprio da Laino Borgo, parte un facile sentiero che permette di raggiungere l’entrata delle Gole del fiume Lao ed ammirarne l’imponenza.

Questo percorso, facile e adatto anche ai meno allenati, parte a poca distanza dalla Chiesa di Santa Maria La Greca. Da qui, si intraprende una strada che dopo decine di metri diventa sterrata e che si muove quasi sempre parallelamente al fiume Lao. Si nota subito l’itinerario da seguire e la presenza di alcuni cartelli in legno che danno alcune interessanti informazioni sia relative alla fauna del fiume, sia ad alcuni personaggi storici legati alla storia di Laino Borgo.

La Biodiversità sul fiume Lao

Sicuramente uno degli avvistamenti più difficili, quanto fortunati da poter fare lungo questo percorso è quello con la lontra, un rarissimo mammifero che nel tempo ha trovato nel Fiume Lao un valido habitat dove poter scampare alla caccia dell’uomo e alla sua diffusione. Elusivo e furbo, la presenza di questo abile mustelide, è per il Pollino, sicuramente un fiore all’occhiello di una politica di tutela della biodiversità. Si può sperare di avvistarlo anche grazie alle piazzole che di tanto in tanto si possono notare lungo il percorso, e che permettono di raggiungere la riva del fiume stesso. Per  quanto raro, è sempre bene aguzzare la vista e cercarlo durante questa passeggiata, magari la giornata vi regalerà uno degli incontri più difficile da fare in natura.

 

I personaggi più importanti di Laino Borgo

 

Proseguendo lungo il percorso la curiosità del visitatore può essere alimentata anche dalle storie di tre personaggi che sono incisi nella storia più o meno recente di Laino Borgo. Sono il Beato Pietro Paolo Navarro (1.560-1.622), Biagio Longo (1.872-1.950) e Salvatore Mitidieri (1.883-1.917).

Il Beato Pietro Paolo Navarro, fu ordinato sacerdote nel 1.585 e inviato come missionario in Giappone e India. Durante le persecuzioni contro le attività missionarie in quei territori, verrà imprigionato e bruciato sul rogo nel 1.622 a Shimabara, in Giappone.

Biagio Longo fu un importante botanico, il primo a descrivere il futuro albero che diventerà il simbolo del Parco Nazionale del Pollino, il pino loricato, come specie differente del genere Pinus; fra le altre cariche fu direttore del famoso Orto Botanico di Napoli dal 1.930 al 1.947.

Infine Salvatore Mitidieri, poeta e critico d’arte, discuterà con Adolfo Venturi, primo titolare di una cattedra di Storia dell’arte in Italia, la sua tesi su Mattia Preti. Artista che studierà ancora e che curerà l’indagine storico-filologica che verrà poi bruscamente interrotta dalla chiamata alle armi. Morirà durante la 12° Battaglia dell’Isonzo il 24 ottobre 1.917.

Le informazioni dedicate all’escursionista conducono poi al punto panoramico di Capo a Mare, con un particolare gazebo in legno, che permette di ammirare in anteprima le Gole del Lao, e contemporaneamente l’opera ingegneristica del Viadotto Italia, un ponte dell’autostrada del Mediterraneo A2, costruito dal 1.966 al 1.969 e inaugurato nel 1.974 con una distanza dal fondovalle di circa 260 m che lo ha reso fino al 2004 il ponte più alto d’Europa! Un’opera titanica per l’epoca, che rese famosi gli ingegneri autori del progetto preliminare Fabrizio De Miranda, Carlo Cestelli Guidi e Carmelo Pellegrini Gallo, e poi gli ingegneri esecutori Enzo Bedeschi e Lucio Casciati.

Questo sito è ancora oggi esempio e caso di studio per diverse facoltà di ingegneria e un altro elemento di importante risonanza del territorio.

Di contro, qualche altra decina di metri, lasciato il gazebo si può proseguire lungo il percorso e raggiungere un capolavoro della natura, il Fiume Lao e l’ingresso delle sue strette e affascinanti gole.

Da qui si può ammirare l’impetuosa corrente, ascoltare il suono fragoroso dell’acqua sulle rocce, e osservare il canyon che l’acqua in millenni ha realizzato lungo le pareti rocciose calcaree della valle. Luogo più che suggestivo, che gli abitanti di Laino raccontavano ai più giovani, onde evitare che la corrente li portasse via proprio da quel punto mentre erano intenti a fare il bagno nel fiume in tempi passati, fossero un po’ come le più note Colonne d’Ercole ove il mare precipitava nel vuoto alla fine del mondo.

Se desideri scoprire questo patrimonio naturalistico, lasciati accompagnare da Andrea alla scoperta della Valle del Lao e delle sue unicità.

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Autore – Andrea Vacchiano, Guida Turistica, Guida AIGAE e Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino.

 

 

 

 

 

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