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Cari Amici,

oggi ho il piacere di presentarvi Mariella Rose, collega originaria di Morano Calabro (per approfondire la storia clicca qui), lavora nel campo del turismo da dieci anni e gestisce con la collega, Franca Piluso, il punto IAT di Morano Calabro, il Complesso Conventuale di San Bernardino e il Museo dell’Agricoltura e della Pastorizia.

Oggi, Mariella, vi condurrà nella nostra affascinante terra che la coinvolge nello spirito e nell’anima, provocandole sempre una grande emozione.

Siamo ancora una volta nel meraviglioso Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia, precisamente a “Civita”, borgo di fondazione albanese, la cui forma ricorda un vascello.

Il centro storico di Civita aggrappato alla roccia.

Le origini di Civita

Sul finire del 1400, nel sito di Castrum Salvatoris, casale di Castrovillari (clicca qui per approfondimenti) si insediarono gli albanesi. 

Gli arberesh, ossia gli albanesi in Italia, fuggirono dalla propria terra dopo la morte del Principe d’AlbaniaGiorgio Castriota Scanderbeg, a causa delle continue persecuzioni dell’Impero Ottomano e si rifugiarono nel Sud Italia, popolando alcune aree della Calabria e della Sicilia, fondando diverse comunità come Civita.

Il nome di Civita deriverebbe da “Cifti” (coppia), o anche da “qifti” (aquila), considerando l’origine dei suoi abitanti, poiché provenivano dall’Albania, il paese delle aquile.

Questa seconda etimologia è stata attribuita anche dalla particolare morfologia del territorio in cui sorge, nascosto tra le rocce come un “nido d’aquila”.

Altri storici pensano che il termine Civita, derivi dal latino “civitas” (città).

Il Borgo di Civita

La geomorfologia di questo luogo si è molto modificata nei secoli.

A Civita si accedeva attraverso un’antica strada mulattiera, addirittura indicata come un tracciato nell’antico itinerario dei Sibariti. 

Nel corso dei secoli, in particolare del XIX secolo, è stata costruita una grande e comoda strada che oggi, dà la possibilità di arrivare a Civita con grande tranquillità.

Il paese di Civita negli ultimi trent’anni è cresciuto molto nel settore turistico.

Molteplici sono gli aspetti che hanno contribuito a ciò, in primis il suo enorme fascino, poiché presenta un centro storico molto caratteristico con delle unicità.

Le Case Kodra e i Comignoli di Civita 

Passeggiando tra i vicoli è semplice imbattersi nelle Case Antropomorfe o Case chiamate “facce d’hommoo “case parlanti”.

Queste 7 abitazioni ubicate nel piccolo borgo sono state ribattezzate successivamente “Case Kodra”, in segno di profonda cordialità verso un artista albanese, Ibraim Kodra, che visitò Civita e le dipinse nei suoi quadri.

Civita | GuideInCalabria
“Case kodra o Case parlanti” a Civita

Camminando con il naso all’insù, incantevoli risultano essere i comignoli antichi, realizzati con una maestria sopraffina dai muratori locali.

I comignoli a Civita hanno forme particolari; alcuni sono molto elaborati, altri sono più semplici.

A Civita, sin dal Medioevo, i comignoli hanno avuto un grande ruolo nella storia, costituivano lo status symbol della famiglia.

E’ bello ricordare a tal proposito, la città fiabesca di Bisceglie e dei suoi cento comignoli.

C’è da dire anche che gli albanesi sono molto superstiziosi, al punto che pensavano che gli spiriti maligni potessero entrare nelle abitazioni durante la notte, attraverso il comignolo e per questo, lo si commissionava al maestro muratore dalla forma più bizzarra e brutta possibile.

Osservare i comignoli di Civita è qualcosa di unico e straordinario, infatti non esiste un comignolo uguale all’altro.

Civita affascina per molte meraviglie, non a caso viene chiamato il “Paese delle sette Meraviglie”.

La liturgia di rito greco-bizantino a Civita

La Chiesa di Santa Maria Assunta è incantevole, presenta l’iconostasi finemente lavorata in legno, le icone, il fonte battesimale, il vima, il solea, tutto ciò rende prezioso l’interno della Chiesa.

Ancora oggi è presente la liturgia in rito greco –bizantino dal battesimo fino al matrimonio.

Iconostasi della Chiesa di Santa Maria Assunta a Civita

Gli eventi svolti nei paesi albanesi, dal Natale fino a Pasqua, sono davvero interessanti e suggestivi, ricchi di simbolismi e significati.

Le Vallje

Legate al periodo pasquale, di preciso al martedì dopo Pasqua, sono le Vallje (per approfondimenti clicca qui), danze popolari in cui donne e gli uomini indossano abiti ricamati, formando lungo le strade del paese, un grande cerchio.

Il gruppo, tenendosi per mano con un fazzoletto bianco,  intona le antiche canzoni ricordando la fuga dall’Albania.

Le Vallje di Civita – Ph Fiore Barbato

Al centro della piazza principale, il cerchio umano si apre e viene attratto all’interno di esso un uomo, che in quel momento andrà a rappresentare il turco oppressore, il quale davanti al primo punto ristoro dovrà offrire da bere a tutti.

Ancora oggi, passeggiando tra i vicoli del borgo di Civita, incontriamo gruppi di donne, sedute vicino l’uscio di casa con le quali chiacchieriamo.

Un tempo questi ritrovi prendevano il nome di ghijtonja che significa vicinato.

Il Ponte del Diavolo e la Timpa del Demanio a Civita

Infine, raggiungiamo uno dei posti più panoramici di Civita ossia il Belvedere, dal quale si può godere una vista da togliere il fiato poiché davanti ai nostri occhi appare la parete rocciosa della Timpa del Demanio, lunga circa 18 km.

In questo luogo hanno trovato il loro habitat naturale l’aquila, i falchi e il grifone.

La Timpa del Demanio e le Gole del Raganello

Al di sotto del punto panoramico è stata costruita una gradinata semplice e gradevole da percorrere.

Per qualche minuto viviamo a stretto contatto con la natura, ammirando le fioriture spontanee da maggio fino a settembre in cui emerge l’antica filanda idraulica, oramai chiusa da anni e che racconta in silenzio la sua storia.

Lungo il percorso ascoltiamo lo scorrere dell’antico Akalandros, l’odierno torrente del Raganello e arriviamo sino al “Ponte del Diavolo, un vero monumento tra le rocce”. 

Un ponte, la cui storia si mescola tra realtà e leggenda.

Il ponte del Diavolo a Civita

Oggi, il ponte del diavolo a Civita rappresenta una delle più belle ed affascinati attrazioni della provincia di Cosenza.

Ed è qui, che si conclude il nostro viaggio alla scoperta di questo splendido borgo albanese, della sua cultura e delle sue tradizioni.

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Autore – Mariella Rose, Guida turistica abilitata e Founder della Società “Perla del Pollino”.

 

 

 

 

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